La legislazione sulle pensioni è sempre in rapida evoluzione, per questo è importante rimanere costantemente aggiornati su tutte le novità in materia che possono interessare. La legge di bilancio 2017, la numero 232 del 2016, ha introdotto alcune novità in materia pensionistica; l’INPS ha quindi elaborato tutte le novità principali che devono essere conosciute in attesa dell’emanazione dei decreti e delle circolari.

Vediamo quindi quali sono gli istituti più importanti circa le pensioni per l’anno 2017.

La prima cosa che possiamo notare è che la legge di bilancio ha abolito le penalizzazioni della legge Fornero. Le penalizzazioni consistevano in una riduzione, in percentuale, della quota retributiva delle pensioni, sulla base del numero di anni che mancava da raggiungere in relazione al requisito anagrafico.

Sappiamo che sulla base di questa legge, chiunque volesse accedere alla c.d. ‘pensione anticipata’ prima di aver compiuto 62 anni avrebbe subito una riduzione della stessa, pari ad un punto percentuale per ogni anno che mancava al sessantaduesimo d’età.

Quindi la prima importante novità è il venir meno di queste penalizzazioni sul trattamento pensionistico.

Non solo: la legge di bilancio ha introdotto una novità importante, la cosiddetta pensione anticipata per lavoratori precoci. Questo comporta che i lavoratori che abbiano iniziato a lavorare prima dei 19 anni possono raggiungere la pensione anticipata, laddove abbiano versato almeno un anno di contributi prima di aver compiuto 19 anni. Essi, con 41 anni minimo di contributi, possono chiedere la pensione anticipata.

Bisogna però soddisfare alcune condizioni:

  • essere lavoratori dipendenti e disoccupati per licenziamento (compreso il licenziamento collettivo) o dimissione per giusta causa o risoluzione consensuale, e non percepire da almeno 3 mesi l’indennità di disoccupazione;
  • essere lavoratori dipendenti o autonomi che stanno assistendo da almeno sei mesi il coniuge/convivente/parente di primo grado con handicap grave;
  • essere lavoratori dipendenti ed addetti ai c.d. lavori usuranti;
  • essere lavoratori che hanno subito una riduzione della capacità lavorativa almeno del 74%.

Per coloro che svolgono mestieri usuranti, è prevista la possibilità di ricorrere alla pensione anticipata.

Lavori usuranti sono quelli, nel settore pubblico e privato, che si svolgono di notte o a turni per tutto l’anno; che fanno parte del lavoro a catena; che richiedono lo svolgimento di funzioni pesanti; quella dei conducenti di veicoli per trasporto collettivo con minimo 90 posti.

L’Ape social, volontaria, aziendale

Per Ape social si intende l’anticipo della pensione che viene erogato ad alcuni soggetti, considerati svantaggiati o versanti in uno stato di bisogno, cioè a quei soggetti che hanno compiuto 63 anni e non hanno pensione diretta.

L’Ape social è rivolta ai lavoratori con almeno 63 anni d’età e 30 di contribuzione (36 anni per i lavoratori usuranti), che hanno diritto alla pensione entro 3 anni e sette mesi e non percepiscono pensioni dirette.

Per accedere alla prestazione non bisogna svolgere alcun tipo di attività retribuita.

L’Ape volontaria è un prestito di 12 mensilità erogato dalla banca e garantito dalla pensione di vecchiaia, che il soggetto richiedente riceverà quando avrà maturato il diritto.

Per poter accedere bisogna avere compiuto 63 anni, aver versato 20 anni di contributi, maturare la pensione entro 3 anni e sette mesi, non avere assegni di invalidità o pensioni dirette, e che la futura pensione sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione obbligatoria. Non è obbligatorio aver cessato ogni attività retribuita.

L’Ape aziendale è una novità della legge che permette anche al datore di lavoro privato (sempre che il lavoratore sia d’accordo) di versare un contributo all’INPS, in soluzione unica, un contributo che deve essere pari all’ammontare dei contributi volontari del lavoratore, e in grado di compensare in tutto o anche solo in parte il costo dell’Ape per il lavoratore.